Ortica Editrice

novitá

George Orwell

Senza un soldo a Parigi e a Londra

Poteva essere uno straccione e morire di freddo o anche di fame, ma finché era in grado di leggere, pensare e cercare le meteore nel cielo era libero nella mente. Perché i vagabondi sono così detestati? Credo che dipenda dalla semplice ragione che non riescono a guadagnarsi da vivere. In pratica, a nessuno importa che un lavoro sia utile o meno, produttivo o da parassita; la sola cosa che conta è che sia redditizio. “Fai i soldi, falli legalmente, e fanne tanti”. Il denaro è diventato la grande prova della virtù. Ma i barboni non superano questa prova, ed è per questo che vengono emarginati. Se si potessero guadagnare, mendicando, anche solo dieci sterline a settimana, diventerebbe immediatamente una professione decorosa. Un girovago è soltanto un uomo d’affari che vive, come fanno tanti altri, nella maniera che gli è più comoda. Non ha venduto il proprio onore più di quanto non lo abbia fatto tanta altra gente.

Lev Tolstoj

I mangiatori di carne - La caccia

Sono contento di aver cominciato a compatire i polli, i montoni, i conigli, e non li mangio né li desidero, sono contento di compatire i topi, e li lascio scappare, invece di ammazzarli, e sarò contento quando compatirò le zanzare e le pulci.

Ralph Waldo Emerson

Natura

La natura non è fissa ma fluida. Lo spirito la altera, la modella, la fa. L’immobilità o la brutalità della natura è assenza di spirito; per il puro spirito essa è fluida, instabile, obbediente. Ogni spirito costruisce per se stesso una casa e oltre alla sua casa un mondo, e oltre al suo mondo un cielo. Costruisci perciò il tuo proprio mondo.

Henry David Thoreau

Diari

1856-1861

Non c’è niente di così corroborante, così poetico, come una passeggiata nei boschi e nei campi persino in questo periodo, in cui non incontro nessuno in giro. Niente mi ispira tanto, e niente mi stimola dei pensieri così sereni e utili. Gli oggetti mi fanno elevare. Per la strada e in compagnia mi sento quasi sempre inutile e sprecato, la mia vita è incredibilmente misera. Non c’è somma di denaro o rispettabilità che potrebbero mai davvero redimerla: nemmeno cenare con il Governatore o con un membro del Congresso! Ma da solo, nei boschi lontani o nei campi, in prati percorsi dai conigli, persino in una giornata cupa e, per chiunque, deprimente, come questa, in cui un abitante del paese penserebbe solo a starsene in casa, io sto con me stesso, e ancora una volta mi sento legato a qualcosa di grande, e sento che quel freddo e quella solitudine sono miei amici. Mi reco alle mie passeggiate solitarie nei boschi con lo stesso stato d’animo di chi, preso dalla nostalgia, torna a casa. È così che mi disfo del superfluo e vedo le cose per come sono, grandi e belle.

Wolf Bukowski

Il grano e la malerba

Il tempo di seminare viene, nonostante tutto. Viene, in un paese che avrebbe bisogno di far pace con la propria terra dopo tanti anni di veleni. Viene il tempo di seminare anche a Ca’ dei Pruni: la metà di ottobre è appena passata, il grano attende nei sacchi e le previsioni del tempo danno pioggia tra due o tre giorni. È per domattina presto che si puntano le sveglie.

Theodore John Kaczynski

La società industriale e il suo futuro

L’avvenimento più importante nella storia della razza umana è l’emergenza del moderno sistema tecnologico. Le conseguenze sociali di quest’evento sono però quasi completamente escluse dal dibattito pubblico dai politici, dagli intellettuali e dai mass media. I pochi intellettuali che affrontano questo problema lo fanno in modo semplicistico, dal momento che ciò che pensano è circoscritto dai valori e dalle consuetudini dello stesso sistema tecnologico, da cui non riescono a liberarsi. Soprattutto, non riescono ad affrontare il fatto che il sistema tecnologico è incontrollabile e che ci annienterà, se non saremo noi i primi a distruggerlo.

Biagio Bagini

La scimmia in cielo

e altre storie dei Pixies

I vent’anni, la musica indie, le feste a sfondarsi, il surrealismo ed il cinema, l’America e i terremoti, interni e di fuori, i mondi e gli alieni. Ma soprattutto i ricordi dell’immaginazione, racconti di un mondo visto nella mente, ascoltando le canzoni di quella che poteva diventare la migliore band americana di fine anni Ottanta, i Pixies. Un album dei Pixies, Doolittle (1989), trasformato in 15 racconti da un ascoltatore di allora, e di adesso. Un libro come un disco. “Ho un disco in mano, ma non ho più un giradischi. Lo guardo, come facevo una volta, quando compravo i dischi e li leggevo per ore. Allora ricordavo i marchi degli stabilimenti dove venivano stampati. Figurarsi i testi delle canzoni, i musicisti e gli strumenti. Certi dischi li leggevo per settimane, altri in cinque minuti. Questo disco è stato qualcosa. Questo disco era potente. Questo disco è entrato nella mia mente e ha prodotto tanti racconti quante erano le sue canzoni. La musica era come la letteratura. Mi basta chiudere gli occhi per ricordare tutto. Ancora”.

Theodore John Kaczynski

Schiavitù tecnologica

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Il progresso tecnologico ci sta portando verso la catastrofe, le crisi umane e ambientali sono il risultato diretto e inevitabile della tecnologia stessa e solo una rivoluzione che abbia come scopo l’eliminazione della società tecnologica potrà evitare il disastro. Schiavitù tecnologica riforma radicalmente le basi intellettuali di una visione del mondo millenaria che fa del “progresso” un mito. Per Kaczynski la natura e l’umanità sono fondamentalmente incompatibili con la crescita tecnologica. L’autore fornisce la sua visione lucida, diretta e rivoluzionaria sulle dinamiche della storia e sull’evoluzione delle società, lanciando una sfida ai valori e ai presupposti fondamentali del moderno mondo guidato dalla tecnologia.

Jason Hribal

Paura del pianeta animale

La storia nascosta della resistenza animale

L’osservazione costante e attenta di animali e gruppi di animali all’interno di zoo e altre strutture detentive ha consentito a Hribal di ridefinire il concetto di resistenza da una prospettiva animale fino a poter affermare che gli animali hanno consapevolezza e relazioni sociali e che la loro disobbedienza, ribellione, aggressività attiva o passiva, diffuse, frequenti e persistenti sono la dimostrazione di scelte determinate, resilienti; sono le azioni di attori politici che prendono il loro spazio per rivendicare desideri di libertà. Sfruttati e abusati in tutti i settori della vita sociale umana, gli animali hanno voce e volontà (per quanto soffocata) e stanno di fatto facendo la storia. Questo testo fa emergere questi atti quotidiani universalmente diffusi ma silenziati e distorti. Conoscere, osservare e interagire con il mondo animale, con le diverse società e individualità animali contribuirebbe a rivalutare e rendere effettivi valori come la solidarietà, la democrazia, la libertà. Contribuirebbe a far nascere una nuova cultura di co-esistenza e pace.

Gaston Piger

Signorina anarchia

L’anarchia, prima ancora che un’appartenenza, un catechismo, un decalogo, tanto meno un dogma, è un modo di essere, uno stato d’animo, una categoria dello spirito. - La maggior parte degli adulti, traviati dal sistema in cui sono nati e cresciuti, non ha la benché minima idea di cosa sia l’anarchia. Pensano sia fare baldoria dalla mattina alla sera. Invece, anarchia è semplicemente non avere qualcuno che ti dice cosa devi fare – e se non sai cosa fare è un problema tuo, dovrai reimparare ad aver voglia di vivere (che è qualcosa di ben diverso rispetto a una vita fatta di lavoro e quindici giorni di vacanze l’anno stipati in qualche lido balneare). O, meglio, una società in cui ognuno fa quello per cui è portato, quello che gli interessa realmente – insomma, quello che gli piace –, scambiando il frutto (materiale o spirituale che sia) delle sue attività con quello degli altri così da poter esaudire le necessità vitali di ognuno.

Domenico De Feo

A piedi nudi non camminò

Le rivoluzioni sono come le persone, arrivano sempre all’ora giusta là dove sono attese. - Sullo sfondo della Parigi degli anni ’90, con la sua metropolitana, la sua vita frenetica, i suoi caffè, si svolge la vita quotidiana del protagonista, un esule italiano riparato in Francia dopo la proclamazione della dottrina Mitterrand. È la quotidianità precaria di un anti-eroe, spesso squattrinato, che si muove tra il passato dei ricordi (gli anni della lotta politica e dell’esilio in Messico) e le prospettive di un futuro sempre incerto, accompagnato da avide letture, riflessioni e incontri, umani e sentimentali. Ed è proprio l’amore il fil rouge dei vagabondaggi urbani del protagonista, in una Parigi viva, lontana dagli stereotipi da cartolina. L’amore per un figlio che vive in un altro continente, e l’amore impossibile per una donna, Solange. Ci ritroveremo così a seguire da vicino i passi del nostro protagonista, assistendo alla sua odissea privata.

Ivan Turgenev

Due giornate nei boschi

L'albergo della via maestra

L’uomo è in contrasto non solo con se stesso facendosi “ragno di se stesso che si ritorce sulla propria carne e sulla propria anima”, ma anche con la Natura, con le leggi e gli equilibri fondamentali che ne rivelano la sua piccolezza. Dal profondo delle foreste secolari come dal profondo delle onde immortali sorge la medisima voce: Non ho niente a che fare con te, io – dice la natura all’uomo –; io regno, e tu, tu cerca di non morire. Difficile è per l’uomo, per questa effimera creatura, nata ieri e destinata a morire domani, sostenere lo sguardo freddo e indifferente di Iside eterna.

Il nettare del sé

Testi induisti sulla Non-Dualità

Diretti, cristallini, essenziali: una raccolta di testi che rappresentano il cuore della Non-Dualità, apice del pensiero e della metafisica induista. Questi scritti, al di là di ogni divinità, di Essere e Non Essere, di soggetto e oggetto ed altra opposizione, riconducono la mente alla sua natura originaria liberata da ogni apparenza che la avvolge. Mentre nulla permane, compreso il nostro corpo e la nostra personalità, ciò che soggiace è quella Coscienza che in realtà costituisce l’eterno e invisibile osservatore di tutte le nostre azioni, pensieri, sensazioni. Una Coscienza che non coincide con il nostro ego, che è un suo riflesso, ma ne è piuttosto il Testimone: ovvero l’autentica ‘porta stretta’ cui sempre manchiamo di rivolgere attenzione, la nostra natura reale, l’Assoluto la cui intuizione e consapevolezza sono la via di accesso alla Liberazione.

Attraverso il bardo

Testi tibetani sul viaggio dopo la morte

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Per il credente di ogni religione, il destino dopo la morte costituisce il più grande enigma dagli albori dell’umanità. Se nelle religioni rivelate questo destino è affidato alla volontà di Dio, nel buddismo tibetano questo momento esiziale è invece nelle mani dell’individuo stesso. In un labirinto di luci e apparizioni, la strada per la liberazione dell’anima si manifesta ad ogni passo, insieme alla ricaduta nelle spire dell’esistenza. Ma ricordandoci sempre che tutto ciò che appare è, in realtà, lo specchio di noi stessi e della nostra mente, condizionata dalle vite passate e dalle tendenze. Una serie di testi fondamentali corollario al celebre Libro Tibetano dei Morti, in cui la cultura tibetana torna ad esprimere tutta la sua arcana sapienza. Ma, soprattutto, il suo essere al servizio dell’uomo e della sua libertà d’azione, di fronte ad un dio e ad un mistero considerati nient’altro che il prodotto della sua stessa mente.

Marco Maurizi

Antispecismo politico

Scritti sulla liberazione animale

Gli animali non-umani potranno trovare la pace e la giustizia solo se saremo in grado di porre fine allo sfruttamento in ogni sua forma. Un’aspra critica della società antropocentrica in cui si evidenzia il rapporto tra sfruttamento della natura e sfruttamento umano, contestando il tentativo di combattere l’uno senza combattere l’altro. L’antispecismo appare in queste pagine come un coerente progetto di emancipazione che potrà riuscire nel suo intento solo se saprà assumere come proprio modello una società orizzontale, solidale e partecipata.

Marco Minoletti

La spinta ideale

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Uno spaccato del vissuto quotidiano tra la metà degli anni Sessanta fino al 1977, visto attraveso gli occhi di una banda di ragazzini di paese uniti da un forte legame di amicizia e da un ineludibile desiderio di libertà. La banda si scontra con la durezza della realtà nell’era del dominio capitalista, dove i sogni e i progetti infantili s’infrangono contro il muro del tempo. Quasi senza accorgersene, dai piccoli furtarelli si passa alle rapine in grande stile, alla droga, alla prostituzione, alla reclusione, per approdare infine alla coscienza che è solo attraverso l’agire comune e l’azione politica che l’uomo può tentare di riscattare non solo se stesso, ma anche la sorte degli amici.

Alessandro Angeli

Radici nel cielo

La rivolta mistica di Bob Marley

Dal villaggio di Nine Mile a Kingston, fino al concerto del 1980 in onore della nascente Repubblica dello Zimbabwe. In queste e altre tappe si dipana il cammino di Bob Marley, colui che fece della sua arte materia di fede per il futuro del popolo africano. Il romanzo ripercorre l’infanzia di Marley nella parrocchia di Saint Ann, l’adolescenza nel ghetto di Trenchtown, l’incontro con Rita, la sua inseparabile compagna e l’ascesa verso il ruolo di predestinato e leader indiscusso del movimento rasta. Un racconto in prima persona che attraverso la parola narrata si sintonizza, non soltanto sulla voce, ma sull’anima di uno dei più potenti ed evocativi musicisti di tutti i tempi, lasciando intatto il suo sogno, quello di un’Africa unita, finalmente libera dal giogo colonialista di Babilonia.

Stefano Scrima

Sette vite non bastano

Sono anni che vivo con un essere vivente sacro che al suo arco ha ben sette vite: il mio gatto Washington, birmano bianco dalle orecchie rosse e gli occhi blu. Avrei dovuto semplicemente convincerlo a lasciarmi una delle sue vite. Tanto, pensavo, che se ne fa lui? Ma niente, sette vite non bastano, per lui sono poche!

Aldous Huxley

Foglie secche

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Romanzo satirico, scritto nel 1925, che mette a nudo tutte le certezze, la vanità, le ipocrisie e le frivolezze dei personaggi del libro, che fanno parte dell’élite culturale. Foglie secche narra la storia di Mrs. Aldwinkle e dei suoi amici che si riuniscono in un palazzo italiano, in Toscana, per rivivere le glorie del Rinascimento. Nonostante tutta la loro pretesa sofisticazione e raffinatezza, risultano essere individui tristi e superficiali. Ogni personaggio è frustrato da un profondo dramma personale, che è quello di non sapersi adattare alla vita, dal mal di vivere. I protagonisti, pervasi dal cinismo, rifiutano ogni tipo di dogma e non riescono a essere spensierati, perché ogni piacere risulta per loro basso, selvaggio e volgare (appartenente al vulgus). Anche l’amore, pur visto e vissuto in maniera diversa da ogni protagonista, non sfugge al cinismo. Il testo è disseminato di varie argomentazioni che riguardano il destino del mondo e dell’uomo. Quanto conosciamo davvero noi stessi? Siamo sicuri che questa è la vita che avremmo voluto vivere? Non facciamo altro che scegliere e cercare delle certezze. Ma potremmo mai essere sicuri, avere delle certezze? L’angoscia dello scorrere del tempo è manifesta in quest’opera, ne è il fulcro, ma neppure una cultura raffinata e una conoscenza infinita possono impedire al tempo di far ingiallire le foglie.

Thomas De Quincey

La gloria del moto

La diligenza postale inglese

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - De Quincey pubblicò questo saggio nel 1849, per la prima volta qui tradotto integralmente, quando le ferrovie si stavono diffondendo in tutto il paese deviando la diligenza sui binari della storia. De Quincey non appare affatto un rassegnato, elegiaco lodatore dei bei tempi andati come apparirà cinque anni più tardi nella rielaborazione addomesticata sotto il titolo La diligenza postale inglese (1954) – destinata in tal modo a passare come illustre esempio di inoffensiva prosa artistica. Appare, e si autodefinisce, piuttosto il formidabile «angelo della resurrezione» dei germogli di un progresso effettivo, diverso e alternativo rispetto alla china imboccata dalla società industriale vittoriana. Quel progresso annunciato all’inizio del secolo dal sistema dei postali costituisce, nella sua prosa, la pietra di paragone che rivela lo svilimento presente del mondo, non solo per l’esultanza del movimento, cui partecipavano viaggiatori, animali ed astanti, ma ancor più per gli spazi di «pubblica felicità», oltre che di privata, che era in grado di aprire. Per l’Autore questo progresso è falso e pericoloso e questa velocità, sempre crescente, gli sembrava calpestare l’umanità.

Guy Debord

Appunti preliminari

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Questi Appunti riguardano le lotte degli anni Sessanta e Settanta in Francia e in Italia, la Fronda, il cinema o la corruzione del linguaggio. Appunti che permettono di conoscere in modo più profondo il pensiero di Debord che, durante la seconda metà del secolo scorso, condusse un’incessante “guerra del tempo” dentro e contro la propria epoca, considerata come una glaciazione “spettacolare-mercantile” della storia. In questi inediti Appunti lo vediamo via via progettare e mettere a fuoco alcune delle proprie mosse teoriche, iperpolitiche, cinematografiche, linguistiche, autobiografiche, in particolare relative alla conduzione dell’Internazionale Situazionista, alla memoria storica del recente movimento delle occupazioni del maggio francese del 1968 come a quella della Fronda antiassolutistica del Diciassettesimo secolo, alla preparazione dei suoi lungometraggi cinematografici, alla progettazione di un dizionario critico della distruzione contemporanea del linguaggio comune, fino alla stesura di un resoconto della propria vita che per il fondo come per la forma di “confessione cinica” vessi e demoralizzi le autorità contemporanee. Questi Appunti incoraggiano un’ulteriore riflessione sull’evoluzione delle società contemporanee e sui mezzi per arrestarne il disastroso corso.

Hermann Broch

Gli incolpevoli

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Atto d’accusa al mondo piccolo borghese, quella piccola borghesia che si incarnerà in Adolf Hitler. La vicenda, ambientata fra il 1913 e il 1945, descrive situazioni e tipi del periodo prehitleriano. Le figure scelte sono decisamente ‘apolitiche’; nella misura in cui hanno idee politiche, queste galleggiano nel vago. Nessuna di queste figure è direttamente “colpevole” della catastrofe hitleriana. Tuttavia è proprio questo lo stato d’animo da cui – ed è ciò che accadde – il nazismo trasse la sua vera forza. L’indifferenza politica è strettamente correlata all’indifferenza etica e per conseguenza alla perversione etica. Insomma i non-colpevoli affondano piuttosto profondamente nella colpa etica. Questo tipo di non-colpevolezza è tanto chiaramente visibile nel piccolo borghese. Lo spirito piccolo borghese, di cui Hitler è stato la più pura incarnazione, si rivela ogni volta che c’è un vuoto assoluto di valori, e in tale vuoto nessuno sta più a sentire l’altro, la comprensione tra uomo e uomo è costretta a ridursi alla violenza più nuda, più spietata, più astratta. Spaventoso progresso, quello alla cui testa marcia il piccolo borghese! E, a quel che sembra, continua a marciare inarrestabile. Dovunque crescono la cecità e i valori del piccolo borghese, la cui colpa più grave è una generale indifferenza, verso la propria umanità e, di conseguenza, verso il dolore del prossimo.

Angelo Giglia

Aboliamo la scuola

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Un’aspra critica alla scuola in cui si svelano, attraverso lo smantellamento della retorica e dei luoghi comuni, i meccanismi e le logiche autoritarie nascoste e aberranti di questa istituzione, indicando le ragioni per cui è assolutamente necessario liberarsene. La scuola non insegna altro che ad obbedire agli ordini impartiti: rende ogni bambino la vittima prediletta di un ingranaggio pedagogico che lo trasformerà in un docile e ubbidiente schiavo produttivo. I concetti di sapienza e di apprendimento non hanno nulla a che vedere con la scuola. Solo l’autonomia e la libertà possono garantire il buon apprendimento. Il ruolo istituzionale della scuola nella società è soprattutto quello di educare all’obbedienza e al conformismo, in modo che gli individui siano più facilmente controllabili e governabili.

Charles Krevigoskji

Operai pazzi

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Operai Pazzi è la raccolta di racconti più spregiudicati e veri, scritti da un uomo che fa della sua vita e di ciò che lo circonda una satira ironica e allo stesso tempo grottesca per non annegare lui stesso nella triste realtà della società odierna in cui suo malgrado si trova catapultato. Da un Dio che scappa via guardando il degrado del quartiere in cui abita l’autore stesso, che è uguale ad uno dei tanti quartieri periferici del mondo, alle tragicomiche conseguenze dell’errata profezia Maya per la fine del mondo. Dall’esilarante e accigliata rappresentazione di un manager raccomandato che con le sue manie rischia di mettere a repentaglio la vita dei neonati per i quali produce biscotti, alla descrizione della felicità che solo le grazie e l’intesa con una donna possono dare. Insomma, si salta dallo spaventosamente bizzarro alle innaturali risate di eventi a cui nemmeno si fa più caso perché ormai parte del quotidiano. Non mancano momenti di riflessione dove lo scrittore dal disincanto passa al sentimentalismo malinconico e interrogativo del perché di un mondo basato “sul nulla di nulla”.

Lev Tolstoj

Il divino e l'umano

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Nel testo, in cui traspare il sentimento avverso di Tolstoj per ogni forma di violenza, è narrata la lotta, intorno al 1870, fra il governo zarista e le associazioni rivoluzionarie. Nella prima parte è rappresentata la tragica fine di un giovane rivoluzionario che muore sulla forca senza né terrore, né rimpianto, anzi con gioia, perché i fini ultraterreni della vita gli vengono rivelati. Nella seconda parte è narrata la fine, anch’essa tragica, di un vecchio rivoluzionario dal carattere tenace, che avendo sacrificato tutto all’ideale politico, avendo sofferto lunghi anni di terribile segregazione in carcere, disperato si suicida quando si accorge che tutto ciò in cui ha fermamente creduto, per cui ha sofferto tanto, è oggetto di critica, derisione e disprezzo da parte della nuova generazione di rivoluzionari.

Alex Roggero

Non farlo

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Non Farlo parla di scelte. Quelle scelte che nessuno di noi vorrebbe davvero dover compiere nella propria vita. Diventare adulti ad esempio. Adulti veri, con responsabilità, famiglie, figli, polizze vita, lavori a tempo indeterminato, una macchina elettrica e tutte quelle altre cose che piacciono tanto alle mamme o ai dipendenti della banca in cui prima o poi andrai a chiedere un mutuo. Succede che poi alla fine le persone si rassegnino e finiscano ad accettare tutto questo. Oh, quello che va fatto va fatto. Ma se si potesse scegliere davvero cosa fare della propria vita, cosa potrebbe succedere? Vorremmo ancora aprire quel mutuo? Essere davvero liberi è possibile? Non farlo rappresenta una rottura con la tranquilla vita borghese. E forse con la vita in generale. Il protagonista non ha un lavoro né una fissa dimora. Fa scelte sbagliate è vero. Tante. Fino all’arrivo di un inaspettato potere che, apparentemente, potrebbe finalmente aiutarlo nella sua ricerca di risposte. Di una vita diversa, di libertà. Se potessimo conoscere in anticipo le conseguenze delle nostre azioni cosa succederebbe? Se potessimo evitare di combinare l’ennesima cazzata. Sbagliare rende umani? Agire senza spontaneità, cercando di evitare i danni peggiori, rende liberi? Il romanzo passa da una visione lineare e dettagliata dei primi capitoli, a un racconto frammentato, frenetico, confuso, a tratti psichedelico, dei capitoli finali.

Claudia Mazzilli

Controcanto in Verdargento

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Agosto 2018: in una cittadina pugliese immaginaria (Verdargento) Immacolata muore a novantasette anni. La notizia raggiunge tre giovani donne, sue conterranee: la prima è Caterina, una regista teatrale che vive a Milano e sta allestendo la Giovanna dei Macelli di Brecht; la seconda è Valeria, una ricercatrice che viaggia per l’Europa e studia l’opera di Virginia Woolf, femminista convinta che parla e ragiona con citazioni della sua adorata scrittrice; la terza è Anna Francesca, guardia forestale, che vive stabilmente a Verdargento, la più assidua nell’accudire Immacolata fino alla morte. Sembra che un arcano impedimento le porti sempre a logorare le relazioni con gli uomini, ma ciò che le salva, nella precarietà affettiva e professionale, è il legame intergenerazionale con l’anziana morente, che prende la forma di tre rami attaccati al tronco fino alle radici. Tra racconto (c)orale e romanzo, con digressioni poetiche e politiche, è gradualmente recuperata la vita della vera (e schiva) protagonista: Immacolata, nata con la deformità di una terza gamba, cresciuta analfabeta, considerata una creatura del diavolo, né maschio né femmina, ma capace di sfuggire al destino di una vita da bestia, di imparare a leggere e a scrivere e di creare una propria discendenza, non più affidata ai legami di sangue ma agli affetti spontanei e ai libri amati e condivisi. Una fiaba contemporanea che rivendica il diritto a essere quel che si è, a dispetto dei padri, dei preti, dei partner fissi e occasionali, dei pregiudizi e degli oscurantismi di tutti i tempi.

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