Ortica Editrice

novitá

Ralph Waldo Emerson

Natura

La natura non è fissa ma fluida. Lo spirito la altera, la modella, la fa. L’immobilità o la brutalità della natura è assenza di spirito; per il puro spirito essa è fluida, instabile, obbediente. Ogni spirito costruisce per se stesso una casa e oltre alla sua casa un mondo, e oltre al suo mondo un cielo. Costruisci perciò il tuo proprio mondo.

Henry David Thoreau

Diari

1856-1861

Non c’è niente di così corroborante, così poetico, come una passeggiata nei boschi e nei campi persino in questo periodo, in cui non incontro nessuno in giro. Niente mi ispira tanto, e niente mi stimola dei pensieri così sereni e utili. Gli oggetti mi fanno elevare. Per la strada e in compagnia mi sento quasi sempre inutile e sprecato, la mia vita è incredibilmente misera. Non c’è somma di denaro o rispettabilità che potrebbero mai davvero redimerla: nemmeno cenare con il Governatore o con un membro del Congresso! Ma da solo, nei boschi lontani o nei campi, in prati percorsi dai conigli, persino in una giornata cupa e, per chiunque, deprimente, come questa, in cui un abitante del paese penserebbe solo a starsene in casa, io sto con me stesso, e ancora una volta mi sento legato a qualcosa di grande, e sento che quel freddo e quella solitudine sono miei amici. Mi reco alle mie passeggiate solitarie nei boschi con lo stesso stato d’animo di chi, preso dalla nostalgia, torna a casa. È così che mi disfo del superfluo e vedo le cose per come sono, grandi e belle.

Theodore John Kaczynski

La società industriale e il suo futuro

L’avvenimento più importante nella storia della razza umana è l’emergenza del moderno sistema tecnologico. Le conseguenze sociali di quest’evento sono però quasi completamente escluse dal dibattito pubblico dai politici, dagli intellettuali e dai mass media. I pochi intellettuali che affrontano questo problema lo fanno in modo semplicistico, dal momento che ciò che pensano è circoscritto dai valori e dalle consuetudini dello stesso sistema tecnologico, da cui non riescono a liberarsi. Soprattutto, non riescono ad affrontare il fatto che il sistema tecnologico è incontrollabile e che ci annienterà, se non saremo noi i primi a distruggerlo.

Theodore John Kaczynski

Schiavitù tecnologica

Il progresso tecnologico ci sta portando verso la catastrofe, le crisi umane e ambientali sono il risultato diretto e inevitabile della tecnologia stessa e solo una rivoluzione che abbia come scopo l’eliminazione della società tecnologica potrà evitare il disastro. Schiavitù tecnologica riforma radicalmente le basi intellettuali di una visione del mondo millenaria che fa del “progresso” un mito. Per Kaczynski la natura e l’umanità sono fondamentalmente incompatibili con la crescita tecnologica. L’autore fornisce la sua visione lucida, diretta e rivoluzionaria sulle dinamiche della storia e sull’evoluzione delle società, lanciando una sfida ai valori e ai presupposti fondamentali del moderno mondo guidato dalla tecnologia.

Jason Hribal

Paura del pianeta animale

La storia nascosta della resistenza animale

L’osservazione costante e attenta di animali e gruppi di animali all’interno di zoo e altre strutture detentive ha consentito a Hribal di ridefinire il concetto di resistenza da una prospettiva animale fino a poter affermare che gli animali hanno consapevolezza e relazioni sociali e che la loro disobbedienza, ribellione, aggressività attiva o passiva, diffuse, frequenti e persistenti sono la dimostrazione di scelte determinate, resilienti; sono le azioni di attori politici che prendono il loro spazio per rivendicare desideri di libertà. Sfruttati e abusati in tutti i settori della vita sociale umana, gli animali hanno voce e volontà (per quanto soffocata) e stanno di fatto facendo la storia. Questo testo fa emergere questi atti quotidiani universalmente diffusi ma silenziati e distorti. Conoscere, osservare e interagire con il mondo animale, con le diverse società e individualità animali contribuirebbe a rivalutare e rendere effettivi valori come la solidarietà, la democrazia, la libertà. Contribuirebbe a far nascere una nuova cultura di co-esistenza e pace.

Gaston Piger

Signorina anarchia

L’anarchia, prima ancora che un’appartenenza, un catechismo, un decalogo, tanto meno un dogma, è un modo di essere, uno stato d’animo, una categoria dello spirito. - La maggior parte degli adulti, traviati dal sistema in cui sono nati e cresciuti, non ha la benché minima idea di cosa sia l’anarchia. Pensano sia fare baldoria dalla mattina alla sera. Invece, anarchia è semplicemente non avere qualcuno che ti dice cosa devi fare – e se non sai cosa fare è un problema tuo, dovrai reimparare ad aver voglia di vivere (che è qualcosa di ben diverso rispetto a una vita fatta di lavoro e quindici giorni di vacanze l’anno stipati in qualche lido balneare). O, meglio, una società in cui ognuno fa quello per cui è portato, quello che gli interessa realmente – insomma, quello che gli piace –, scambiando il frutto (materiale o spirituale che sia) delle sue attività con quello degli altri così da poter esaudire le necessità vitali di ognuno.

Domenico De Feo

A piedi nudi non camminò

Le rivoluzioni sono come le persone, arrivano sempre all’ora giusta là dove sono attese. - Sullo sfondo della Parigi degli anni ’90, con la sua metropolitana, la sua vita frenetica, i suoi caffè, si svolge la vita quotidiana del protagonista, un esule italiano riparato in Francia dopo la proclamazione della dottrina Mitterrand. È la quotidianità precaria di un anti-eroe, spesso squattrinato, che si muove tra il passato dei ricordi (gli anni della lotta politica e dell’esilio in Messico) e le prospettive di un futuro sempre incerto, accompagnato da avide letture, riflessioni e incontri, umani e sentimentali. Ed è proprio l’amore il fil rouge dei vagabondaggi urbani del protagonista, in una Parigi viva, lontana dagli stereotipi da cartolina. L’amore per un figlio che vive in un altro continente, e l’amore impossibile per una donna, Solange. Ci ritroveremo così a seguire da vicino i passi del nostro protagonista, assistendo alla sua odissea privata.

Ivan Turgenev

Due giornate nei boschi

L'albergo della via maestra

L’uomo è in contrasto non solo con se stesso facendosi “ragno di se stesso che si ritorce sulla propria carne e sulla propria anima”, ma anche con la Natura, con le leggi e gli equilibri fondamentali che ne rivelano la sua piccolezza. Dal profondo delle foreste secolari come dal profondo delle onde immortali sorge la medisima voce: Non ho niente a che fare con te, io – dice la natura all’uomo –; io regno, e tu, tu cerca di non morire. Difficile è per l’uomo, per questa effimera creatura, nata ieri e destinata a morire domani, sostenere lo sguardo freddo e indifferente di Iside eterna.

Il nettare del sé

Testi induisti sulla Non-Dualità

Diretti, cristallini, essenziali: una raccolta di testi che rappresentano il cuore della Non-Dualità, apice del pensiero e della metafisica induista. Questi scritti, al di là di ogni divinità, di Essere e Non Essere, di soggetto e oggetto ed altra opposizione, riconducono la mente alla sua natura originaria liberata da ogni apparenza che la avvolge. Mentre nulla permane, compreso il nostro corpo e la nostra personalità, ciò che soggiace è quella Coscienza che in realtà costituisce l’eterno e invisibile osservatore di tutte le nostre azioni, pensieri, sensazioni. Una Coscienza che non coincide con il nostro ego, che è un suo riflesso, ma ne è piuttosto il Testimone: ovvero l’autentica ‘porta stretta’ cui sempre manchiamo di rivolgere attenzione, la nostra natura reale, l’Assoluto la cui intuizione e consapevolezza sono la via di accesso alla Liberazione.

Attraverso il bardo

Testi tibetani sul viaggio dopo la morte

Per il credente di ogni religione, il destino dopo la morte costituisce il più grande enigma dagli albori dell’umanità. Se nelle religioni rivelate questo destino è affidato alla volontà di Dio, nel buddismo tibetano questo momento esiziale è invece nelle mani dell’individuo stesso. In un labirinto di luci e apparizioni, la strada per la liberazione dell’anima si manifesta ad ogni passo, insieme alla ricaduta nelle spire dell’esistenza. Ma ricordandoci sempre che tutto ciò che appare è, in realtà, lo specchio di noi stessi e della nostra mente, condizionata dalle vite passate e dalle tendenze. Una serie di testi fondamentali corollario al celebre Libro Tibetano dei Morti, in cui la cultura tibetana torna ad esprimere tutta la sua arcana sapienza. Ma, soprattutto, il suo essere al servizio dell’uomo e della sua libertà d’azione, di fronte ad un dio e ad un mistero considerati nient’altro che il prodotto della sua stessa mente.

Marco Maurizi

Antispecismo politico

Scritti sulla liberazione animale

Gli animali non-umani potranno trovare la pace e la giustizia solo se saremo in grado di porre fine allo sfruttamento in ogni sua forma. Un’aspra critica della società antropocentrica in cui si evidenzia il rapporto tra sfruttamento della natura e sfruttamento umano, contestando il tentativo di combattere l’uno senza combattere l’altro. L’antispecismo appare in queste pagine come un coerente progetto di emancipazione che potrà riuscire nel suo intento solo se saprà assumere come proprio modello una società orizzontale, solidale e partecipata.

Marco Minoletti

La spinta ideale

Uno spaccato del vissuto quotidiano tra la metà degli anni Sessanta fino al 1977, visto attraveso gli occhi di una banda di ragazzini di paese uniti da un forte legame di amicizia e da un ineludibile desiderio di libertà. La banda si scontra con la durezza della realtà nell’era del dominio capitalista, dove i sogni e i progetti infantili s’infrangono contro il muro del tempo. Quasi senza accorgersene, dai piccoli furtarelli si passa alle rapine in grande stile, alla droga, alla prostituzione, alla reclusione, per approdare infine alla coscienza che è solo attraverso l’agire comune e l’azione politica che l’uomo può tentare di riscattare non solo se stesso, ma anche la sorte degli amici.

Alessandro Angeli

Radici nel cielo

La rivolta mistica di Bob Marley

Dal villaggio di Nine Mile a Kingston, fino al concerto del 1980 in onore della nascente Repubblica dello Zimbabwe. In queste e altre tappe si dipana il cammino di Bob Marley, colui che fece della sua arte materia di fede per il futuro del popolo africano. Il romanzo ripercorre l’infanzia di Marley nella parrocchia di Saint Ann, l’adolescenza nel ghetto di Trenchtown, l’incontro con Rita, la sua inseparabile compagna e l’ascesa verso il ruolo di predestinato e leader indiscusso del movimento rasta. Un racconto in prima persona che attraverso la parola narrata si sintonizza, non soltanto sulla voce, ma sull’anima di uno dei più potenti ed evocativi musicisti di tutti i tempi, lasciando intatto il suo sogno, quello di un’Africa unita, finalmente libera dal giogo colonialista di Babilonia.

Stefano Scrima

Sette vite non bastano

Sono anni che vivo con un essere vivente sacro che al suo arco ha ben sette vite: il mio gatto Washington, birmano bianco dalle orecchie rosse e gli occhi blu. Avrei dovuto semplicemente convincerlo a lasciarmi una delle sue vite. Tanto, pensavo, che se ne fa lui? Ma niente, sette vite non bastano, per lui sono poche!

Aldous Huxley

Foglie secche

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Romanzo satirico, scritto nel 1925, che mette a nudo tutte le certezze, la vanità, le ipocrisie e le frivolezze dei personaggi del libro, che fanno parte dell’élite culturale. Foglie secche narra la storia di Mrs. Aldwinkle e dei suoi amici che si riuniscono in un palazzo italiano, in Toscana, per rivivere le glorie del Rinascimento. Nonostante tutta la loro pretesa sofisticazione e raffinatezza, risultano essere individui tristi e superficiali. Ogni personaggio è frustrato da un profondo dramma personale, che è quello di non sapersi adattare alla vita, dal mal di vivere. I protagonisti, pervasi dal cinismo, rifiutano ogni tipo di dogma e non riescono a essere spensierati, perché ogni piacere risulta per loro basso, selvaggio e volgare (appartenente al vulgus). Anche l’amore, pur visto e vissuto in maniera diversa da ogni protagonista, non sfugge al cinismo. Il testo è disseminato di varie argomentazioni che riguardano il destino del mondo e dell’uomo. Quanto conosciamo davvero noi stessi? Siamo sicuri che questa è la vita che avremmo voluto vivere? Non facciamo altro che scegliere e cercare delle certezze. Ma potremmo mai essere sicuri, avere delle certezze? L’angoscia dello scorrere del tempo è manifesta in quest’opera, ne è il fulcro, ma neppure una cultura raffinata e una conoscenza infinita possono impedire al tempo di far ingiallire le foglie.

Thomas De Quincey

La gloria del moto

La diligenza postale inglese

Esemplare resistenza alla cultura industriale, dopo le grandi conquiste del «Quarantotto» (già perdute), ad un progresso falso e pericoloso. Simbolo di tale progresso è l’«alta velocità» sfoggiata dalle prime linee ferroviarie. Per De Quincey l’alta velocità non è sinonimo né di modernità, né di progresso, ma un oltraggio all’umanità. In questo scritto, comparso nell’autunno del 1849, quel progresso annunciato all’inizio del secolo dal sistema dei postali costituisce la pietra di paragone che rivela il declino presente del mondo, evidenziandone gli effetti disumanizzanti.

Guy Debord

Appunti preliminari

Non si tratta di mettere la poesia al servizio della rivoluzione, piuttosto di mettere la rivoluzione al servizio della poesia. Questi Appunti permettono di conoscere in modo più profondo il pensiero di Debord che, durante la seconda metà del secolo scorso, condusse un’incessante “guerra del tempo” dentro e contro la propria epoca, considerata come una glaciazione “spettacolare-mercantile” della storia. In questi Appunti lo vediamo via via progettare e mettere a fuoco alcune delle proprie mosse teoriche, iperpolitiche, cinematografiche, linguistiche, autobiografiche, in particolare relative alla conduzione dell’Internazionale Situazionista, alla memoria storica del recente movimento delle occupazioni del maggio francese del 1968 come a quella della Fronda antiassolutistica del Diciassettesimo secolo, alla preparazione dei suoi lungometraggi cinematografici, alla progettazione di un dizionario critico della distruzione contemporanea del linguaggio comune, fino alla stesura di un resoconto della propria vita che per il fondo come per la forma di “confessione cinica” vessi e demoralizzi le autorità contemporanee.

Hermann Broch

Gli incolpevoli

Io non ho nome, io non voglio avere più nome; troppo a lungo sono andato girando con quello che ho dovuto accettare per forza, e ora tutti i nomi mi fanno schifo, tutti. Lo spirito piccolo borghese, di cui Hitler è stato la più pura incarnazione, si rivela ogni volta che c’è un vuoto assoluto di valori, e in tale vuoto nessuno sta più a sentire l’altro, la comprensione tra uomo e uomo è costretta a ridursi alla violenza più nuda, più spietata, più astratta. Spaventoso progresso, quello alla cui testa marcia il piccolo borghese! E, a quel che sembra, continua a marciare inarrestabile. Dovunque crescono la cecità e i valori del piccolo borghese, la cui colpa più grave è una generale indifferenza, verso la propria umanità e, di conseguenza, verso il dolore del prossimo. Divenuto illimitato, l’uomo è per se stesso una forma vaga e indistinta, ed egli non vede più il suo vicino.

Gabriele Marcello

La tempesta dentro

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Tra Roma e Parigi, alla fine degli anni novanta, due donne, diametralmente opposte, vivono la loro vita e tentano di godere, senza riuscirci, dei frutti del successo lavorativo e familiare. Il ritrovamento di un oggetto, sotterrato negli anfratti di un ricordo che si vorrebbe cancellare ma che vive sottopelle, porta entrambe a ricordare il loro primo incontro, avvenuto diciotto anni prima. Nel 1981, sullo sfondo di una Napoli che non ha smesso di tremare per il terremoto ma che è in subbuglio per gli ultimi, disperati, attentati delle Brigate Rosse, Livia, una apprendista fotografa, incontra, quasi per caso, Isabella, dattilografa di Firenze. Un incontro casuale, come tanti nella vita, ma che nasconde un segreto inconfessabile e sanguinoso. Immersi nella città bagnata da un mare che perde i suoi colori di cartolina per diventare grigia ed anonima, conosciamo il loro vissuto. Ognuna delle due ci racconta la storia dal proprio punto di vista, fatta da bugie, intrighi politici, fragilità, sesso e amore. Una storia che sembrava nata e finita nel 1981, ma che, come tutte le relazioni che lasciano segni indelebili sulla pelle, non può restare nel passato e, forse, nemmeno nel presente.

Charles Krevigoskji

Operai pazzi

Se è vero ciò che ha detto quel tizio “Beati i poveri perché loro è il regno dei cieli” il paradiso deve essere pieno di operai.

Lev Tolstoj

Il divino e l'umano

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Nel testo, in cui traspare il sentimento avverso di Tolstoj per ogni forma di violenza, è narrata la lotta, intorno al 1870, fra il governo zarista e le associazioni rivoluzionarie. Nella prima parte è rappresentata la tragica fine di un giovane rivoluzionario che muore sulla forca senza né terrore, né rimpianto, anzi con gioia, perché i fini ultraterreni della vita gli vengono rivelati. Nella seconda parte è narrata la fine, anch’essa tragica, di un vecchio rivoluzionario dal carattere tenace, che avendo sacrificato tutto all’ideale politico, avendo sofferto lunghi anni di terribile segregazione in carcere, disperato si suicida quando si accorge che tutto ciò in cui ha fermamente creduto, per cui ha sofferto tanto, è oggetto di critica, derisione e disprezzo da parte della nuova generazione di rivoluzionari.

Alex Roggero

Non farlo

Tutte le volte che ho la possibilità di scegliere cosa fare della mia vita, la mia unica certezza è che farò sempre scelte del cazzo.

Luca Benvenga

Provo

Piano delle biciclette bianche contro la proprietà privata

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - I Provo sono un movimento a-sistemico, controculturale, da strada, un’avanguardia culturale che ha squarciato l’Occidente europeo e aperto le porte alla contestazione giovanile. Nati nell’Olanda puritana e calvinista degli anni ’60, i Provo furono una realtà metropolitana sui generis, in una quotidiana opposizione alla morale dominante e al perbenismo borghese. Le pratiche e le retoriche che i giovani Provo mettono in atto nelle strade di Amsterdam sono rivoluzionarie e dis-aggreganti, simboliche e ideologiche. Il testo ripercorre l’origine del movimento con le sue articolazioni e la sua attività grafica. I contenuti iconografici sottolineano il contributo fondamentale dei Provo all’estetica DIY (do it your self), caratteristica di gran parte dei gruppi e della comunicazione antagonista di quegli anni. I “Kranten Knipself”, ovvero i “ritagli di giornale” che accompagnano il testo, sono da intendersi come puzzle di una storia tutta da ricostruire, un vero e proprio omaggio alla controcultura Provo.

Massimo Filippi

M49

Un orso in fuga dall’umanità

In questo libro, tanto breve quanto intenso, si prova a scrivere nel modo in cui un orso si rende invisibile, nel modo in cui si dibatte nella rete del potere per sottrarsi alla sua luce accecante, nel modo in cui sogna la vitamorte oltre le maglie della bio-tanato-politica. Operazione difficile che prova a prendere congedo dalle due prospettive, opposte ma speculari, con cui l’umano ha troppo spesso guardato all’animale: da un lato l’antropocentrismo colonialista e dall’altro l’antropomorfismo paternalista. Perché, citando Deleuze, divenire-animale è «un incontro tra due regni», dove «scrivendo si dona sempre scrittura a coloro che non l’hanno, ma essi donano alla scrittura un divenire senza il quale essa non sarebbe». In questa via di fuga, il divenire-orso diviene così decentramento dell’umano e al contempo lussureggiante brulichio di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, di ciò che non è stato ma che potrebbe essere.

Associazione Psicogeografica Romana

Manuale di guerra psichica

Il conflitto sociale non è che la continuazione della Guerra Psichica con altri mezzi. Stesse regole. Quando il nemico non può offendere il vostro corpo nell’ordinamento democratico, offenderà la vostra ombra. Ma prima che quella offesa arrivi a voi e al vostro corpo sarà cosa utile che vi prepariate sin da subito alla guerra delle ombre: la Guerra Psichica. Sapersi difendere e saper attaccare in questa guerra vi prepara al vero obiettivo di questo Manuale: saper affrontare il conflitto sociale in tempi di pace o meglio di guerra sospesa nella notte della Repubblica. Questo trattato di Guerra Psichica insegna a combattere oltre ogni disciplina e gerarchia, insegna il sabotaggio, la propaganda, lo schieramento in battaglia dell’arte e della poesia, l’uso antagonista dello spionaggio e degli affari. Invita a far festa nella guerra, a gestire i doppiogiochismi, i ricatti, gli scandali, gli infiltrati, il dissenso, la vita mondana, la perversione, la delazione, il furto, la delinquenza, la prigionia, il tradimento, l’amore e l’alleanza. Il nemico combatte per il potere e il prestigio, questo Manuale, in 238 aforismi, invita per la prima volta alla guerra a protezione della vostra idea di mondo.

Claudia Mazzilli

Controcanto in Verdargento

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Agosto 2018: in una cittadina pugliese immaginaria (Verdargento) Immacolata muore a novantasette anni. La notizia raggiunge tre giovani donne, sue conterranee: la prima è Caterina, una regista teatrale che vive a Milano e sta allestendo la Giovanna dei Macelli di Brecht; la seconda è Valeria, una ricercatrice che viaggia per l’Europa e studia l’opera di Virginia Woolf, femminista convinta che parla e ragiona con citazioni della sua adorata scrittrice; la terza è Anna Francesca, guardia forestale, che vive stabilmente a Verdargento, la più assidua nell’accudire Immacolata fino alla morte. Sembra che un arcano impedimento le porti sempre a logorare le relazioni con gli uomini, ma ciò che le salva, nella precarietà affettiva e professionale, è il legame intergenerazionale con l’anziana morente, che prende la forma di tre rami attaccati al tronco fino alle radici. Tra racconto (c)orale e romanzo, con digressioni poetiche e politiche, è gradualmente recuperata la vita della vera (e schiva) protagonista: Immacolata, nata con la deformità di una terza gamba, cresciuta analfabeta, considerata una creatura del diavolo, né maschio né femmina, ma capace di sfuggire al destino di una vita da bestia, di imparare a leggere e a scrivere e di creare una propria discendenza, non più affidata ai legami di sangue ma agli affetti spontanei e ai libri amati e condivisi. Una fiaba contemporanea che rivendica il diritto a essere quel che si è, a dispetto dei padri, dei preti, dei partner fissi e occasionali, dei pregiudizi e degli oscurantismi di tutti i tempi.

John Zerzan

Quando siamo umani

Appunti dall’era Pandemica

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Stiamo vivendo una crisi profonda della nostra civiltà. Ma quali sono le ragioni che ci hanno portato sull’orlo del precipizio? La malattia che affligge cronicamente il pianeta richiede un pensiero radicalmente nuovo, per avere una speranza di rinascita. Quando siamo umani: Appunti dall’era Pandemica offre un necessario e fondamentale spunto di riflessione. Tutte le civiltà precedenti sono fallite, stessa sorte sembra sia riservata alla nostra. L’ambiente fisico sta sfiorando la catastrofe, aumentano le temperature e i livelli dei mari, sempre più acidi e pieni di plastica, con i bagnanti che guardano pigramente il pianeta morire. La vita sociale è sempre più minacciata da sparatorie, aumento dei suicidi, solitudine, ansia. Zerzan concentra la sua attenzione in campo antropologico, storico, filosofico, tecnologico, psicologico e spirituale contribuendo a fornire un quadro lucido della tarda civiltà e dei motivi per cui sembra vivere una crisi inarrestabile e irreversibile.

Alessandra Amitrano

I bambini senza nome

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - In un’isola dell’Italia del sud, il destino di un gruppo di bambini e bambine è abilmente manovrato da un personaggio affascinante e manipolatore. Dopo anni dai giochi - sadici, perversi e surreali - Bianca, che è cresciuta e ancora ne paga le conseguenze, riceve una telefonata dal regista di quei giochi e la trama del passato torna a ripetersi nella memoria dei due, una memoria il cui racconto svela prospettive e significati che, anni prima, erano impensabili. Nella mente della donna riaffiorano immagini dimenticate: coreografie di corpi, quelli dei bambini, intenti a compiere azioni leggendarie, paesaggi che si mischiano ai gesti di quei corpi, episodi idilliaci e brutali. In mezzo alla Buca, il posto dove i bambini si rintanavano, c’era un grande tappeto al centro del quale era raffigurato il sole. Attorno al sole c’erano sei costellazioni; Cassiopea, Cefeo, Andromeda, Perseo, Lucertola e Pegaso. Lungo tutta la narrazione il destino dei personaggi si intreccia ai miti e alla natura, al cielo e alle stelle.

Dialoghi sufi

Il cuore segreto dell’Islam

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Offuscato da un Islam ai nostri occhi intollerante e preda del fondamentalismo, un altro Islam in realtà esiste, quello della Via interiore e del cuore, custode di un sapere affine a quello del Buddismo, del Taoismo e della Non Dualità dei maestri dell’India. Il Sufismo, con paradossi fulminei come koan zen, scardina i limiti del linguaggio ordinario e della logica fino all’apertura di quel cuore per i sapienti di tutto il mondo segreta dimora di Dio nell’uomo. Lungo questa raccolta di dialoghi, biografie e testi, ogni Sufi qui traccia il cammino di una ricerca in cui il combattimento è contro i cattivi frutti dell’egoismo, dove il nemico che si combatte è la gabbia della mente e del proprio ego. Una pagina di fede oltre ogni immagine esteriore, per l’affermazione di quella Verità a cui nomi diversi vengono attribuiti dall’ignoranza dell’uomo ma dall’identica essenza al di là di ogni tempo, linguaggio e luogo.

collane



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