Ortica Editrice

novitá

Henry David Thoreau

Il mattino interiore

Se le nostre vite fossero più conformi alla natura non avremmo bisogno di difenderci dal caldo e dal freddo, ma troveremmo in lei una leale nutrice ed amica, come già fanno le piante e i quadrupedi. Se i nostri corpi si nutrissero di elementi puri e semplici non avrebbero bisogno di più nutrimento di quanto ne necessita un ramoscello senza foglie, e prospererebbero come gli alberi, che trovano persino l’inverno favorevole per la loro crescita. Un’intensa riflessione del giovane Thoreau sull’armonia del mondo naturale e sul rapporto che l’uomo deve recuperare con questo, resistendo al richiamo delle sirene della “civiltà”. Raccolta di scritti del giovane Thoreau pubblicati sulla rivista del movimento trascendentalista The Dial (1840-1844). Questi primi semi letterari ne testimoniano la capacità di guardare alla natura non come fuga dalla società, ma come esempio per abbracciare una vita più adatta alla natura umana.

Genshin

Il libro giapponese dei morti

Vermi dal becco duro come diamante che perforano la pelle, tritano le ossa e succhiano il midollo, dannati scarnificati, obbligati ad ingurgitare il proprio sterco bollente, sospesi a reti arroventate e fatti a pezzi da lame affilate o schiacciati da intere montagne in movimento, sono queste solo alcune delle conseguenze – e non delle peggiori – della reincarnazione nel mondo degli Inferi, monito ed invito al contempo ad abbracciare l’altra via, quella che conduce all’uscita dalla ruota del divenire, per poter accedere alla Terra Pura del Buddha Amida, dove i fiori di loto emettono luce, esseri celesti si sollazzano in piscine profumate, oro, diamanti e altri tesori inghirlandano i Bodhisattva che vi passeggiano gongolanti, immersi nella Perfezione.

Alessandro Angeli

Combattevamo i fascisti per mare e per terra

Vita e ballate di Woody Guthrie

Il racconto dei primi trentacinque anni di Woody Guthrie: dalla Grande depressione, alle tragedie familiari, fino al suo viaggio in California che rafforzarono la coscienza politica del folk singer americano. Il successivo trasferimento a New York, l’incontro con Lomax e Seeger, le canzoni sindacali, quelle della Coulee Dam, le ballate di Sacco e Vanzetti ci fanno rivivere la parabola esistenziale di questo grande artista, punto di riferimento musicale, letterario e politico di tutte le generazioni a venire. Un omaggio al realismo radicale della letteratura americana degli anni ’30 e alla stessa scrittura di Guthrie, che con il suo Bound for glory lasciò un segno indelebile nella narrativa di viaggio di tutti i tempi.

Alessandra Caciolo, Stefania Zanda

I limoni non possono entrare

Storie di donne dal carcere

Tredici storie di donne ospiti nel carcere romano di Rebibbia, raccontano la loro quotidianità: il “blindo”, la “battitura”, l’affettività e l’amore, la paura e la solidarietà, le piccole conquiste e le grandi emozioni. Storie di donne che si sono messe a nudo, che si sono commosse ed emozionate pensando ai loro figli e ai loro cari, unite da esperienze sempre troppo simili. Ricordi, episodi, aneddoti, stati d’animo: una rappresentazione della vita in carcere emozionante e coinvolgente.

Zo d'Axa

Senza rotta, senza scopo

Individualista forsennato, Zo d’Axa si preoccupò poco di Stirner e di Nietzsche, di Ibsen e di Schopenhauer, libero da ogni etichetta, restio persino ad accettare quella d’anarchico, visse la propria libertà non come una chimera intellettuale ma con la naturalezza di una fiera. Indolente e indifferente non credeva a nulla. Ribelle, refrattario, aspro e appassionato non si accontentò di parole e di scritti, ma conobbe la prigione e l’esilio. Al-di-Fuori (Endehors) da tutto ciò che ostacola e impedisce lo scorrere della vita. Snidò e denunciò le menzogne e le ingiustizie sociali, in toni insolenti e sferzanti nelle sue riviste, l’Endehors e La Feuille. Questo gli costò pestaggi, vessazioni, prigionia ed evasioni narrate nel suo unico romanzo Da Mazas a Gerusalemme. Visse e morì fuori dalle legge e dai pregiudizi, fuori dai partiti e dalle loro parole d’ordine, fuori dalle masse gregarie e disciplinate, fuori dal gregge. Lottò senza bandiera, senza dottrina, senza gerarchia, senza etichetta, scomunicato, magnifico, terribile, solo, se stesso.

Elogio del tirannicidio

Killing no murder

Stampato clandestinamente e sotto falso nome in Olanda nel 1657, Elogio del Tirannicidio (Killing no Murder), è uno degli scritti più famosi che abbia prodotto la Rivoluzione inglese. È, con gli scritti di Machiavelli e La Boétie, uno dei grandi classici della critica al Potere. Unisce alle più dirette e sanguinose necessità politiche per cui fu scritto e diffuso in Inghilterra, ovvero incitare all'assassinio del tiranno, Oliver Cromwell, le analisi di Machiavelli, Cicerone, Platone, Plutarco, Aristotele, Sofocle sulla legittimità del Potere e sull'uso della forza per mantenerlo o abbatterlo, universalmente valide. Cromwell, il tiranno, è il prototipo degli illegittimi capi di Stato moderni, che ha fondato il proprio potere schiacciando una rivoluzione sociale, di cui in precedenza aveva assunto la direzione, prefigurando quello che sarebbe poi successo con altri capi rivoluzionari, Robespierre, Lenin, Stalin.

Agustín García Calvo

della felicità

Cosa vuol dire la parola felicità? Perché continuiamo ostinatamente a usarla? Può esserci felicità nella Realtà? Salute, denaro, amore possono renderci felici? A cosa può servire la felicità? A cosa servono i suoi surrogati? Con queste e altre domande l’autore cerca di scoprire il rapporto tra il desiderio generale di felicità e la Realtà che nega tale aspirazione. In appendice l’Elogio di ciò che è buono: ciò che è davvero buono, utile e piacevole lo è «per chiunque e dev’essere a disposizione di chiunque». Della felicità, pamphlet politico, è il primo libro di Agustín García Calvo pubblicato in Italia.

Xi Kang, Bao Jingyan

L'elogio dell'anarchia

di due eccentrici cinesi del III secolo

Questo testo pubblicato per la prima volta in Italia, al contempo via d’accesso ad un mondo sconosciuto, la Cina del III secolo, e alla conoscenza di Sé, attraverso la mediazione del taoismo più radicale, ci avvicina al pensiero politico cinese più estremo che già agli albori aveva i suoi Machiavelli, Sun Tzu con L’Arte della Guerra, l’Han Fei con Il Tao del Principe e la Scuola dei legisti. Con Xi Kang e di Bao Jingyan questo pensiero politico giunge alla sua punta più rivoluzionaria, quella che dichiara «l’inutilità dei principi» e l’«influsso assolutamente nefasto della società sulla salute dell’individuo». Il tutto esposto col brio del più crudo tono polemico, nell’accezione greca pòlemos è la guerra, contro le idee correnti che propugnano la necessità d’un Imperatore. In questo le ‘polemiche cinesi’ ricordano i filosofi cinici dell’antica Grecia e l’anarchia del cane di Diogene di Sinope.

Maurizio Centi

Ho ucciso il re

Storia di Getano Bresci

Nell’estate del 1900 l’anarchico Gaetano Bresci, un trentenne di origini toscane rientrato in Italia solo due mesi prima dall'America, uccide a Monza re Umberto I di Savoia sulla sua carrozza con tre colpi di rivoltella. L'autore ricostruisce liberamente gli ultimi giorni di Gaetano Bresci, ma anche ciò che li precede: la vita degli italiani emigrati a Paterson, con i fervori anarchici e i sogni di riscatto; i moti popolari di Milano del 1898, repressi a cannonate dal rude generale Fiorenzo Bava Beccaris; la vita a corte dalle severe consuetudini feudali, tra sfarzo, inganni e sotterfugi di ogni specie; la lunga traversata transatlantica sul piroscafo Gascogne, che riporta Bresci sul suolo natio con la rivoltella in tasca; le sue amicizie, gli amori, l’abbraccio con i suoi parenti e l’incontro col “biondino”, quasi la sua coscienza. Infine il gesto che ha cambiato il corso della storia, rendendolo noto. Gaetano Bresci, tessitore anarchico, assassino, criminale regicida. O forse eroe romantico, sognatore folle “lanciato a bomba contro l’ingiustizia”?

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L'Ortica editrice persegue con i fatti quella solidarietà così lontana dall'attuale competizione fratricida. E` animata da idee che sole possono dar moto alle vicende umane. E` animata dallo spirito di cooperazione, dall'amicizia, dalla fratellanza, dall'armonia possibile fra tutti gli esseri viventi.