Ortica Editrice

novitá

Corrado Pala

La costola di Eva

La complessità dei generi e la violenza di Adamo

I femminicidi sono quotidiani; guerre, stragismi ed integralismi riacutizzano fallocrazie e misoginie mai sopite; tutte queste efferatezze sono attuate quasi totalmente da maschi umani e hanno quindi un sesso ben preciso. È quantomai urgente che gli uomini facciano i conti con la responsabilità maschile della violenza e che si insista nello sviluppo dei cosiddetti men’s studies. Il testo auspica che finalmente il maschio si dedichi ad una seria autoanalisi per cercare di liberarsi dalle occasioni di attuare violenze fisiche o prevaricazioni di genere e non, figlie di inquietudini e insicurezze contestuali ed esistenziali. Per inaugurare questa doverosa riflessione basta ricordare che il maschio dominante, per definire la materia, elemento fondante dell’universo, si è riferito alla mater e non al pater; ed ecco quindi affiorare in lui un più o meno conscio sospetto di essere lui la costola di Eva, e non il contrario.

Troglodita Tribe

L'Antispecismo spiegato a mia mamma

Da un simpatico botta e risposta emergono i punti essenziali dell’antispecismo. Il dialogo, attraverso numerosi esempi, arriva a toccare le scottanti tematiche dello sfruttamento animale e delle sue connessioni con l’ideologia del dominio. L’antispecismo sostiene che non esiste una specie superiore alle altre, una specie che può arrogarsi il diritto di trattare tutti gli altri animali come oggetti da sfruttare, da imprigionare, da uccidere. L’antispecismo prefigura una nuova società realmente ecocentrica, basata su principi di equità, giustizia e solidarietà nei riguardi delle altre specie (persone non umane, e pertanto popolazioni di persone non umane).

Giuseppe Rensi

Scritti metafisici

Dialoghi dei morti

L’amore è l’unico fatto della vita quotidiana che ci elevi alla realtà metafisica. L’amore e la morte sono fratelli perché sono i due rami della scala per cui l’intuito metafisico discende nella nostra vita concreta e volgare e conquide anche i più refrattari e i più ottusi. Sono fratelli, perché sono i soli due fatti di efficacia trascendentale, i soli che ci sollevino di là dalla realtà sensibile e ci diano la sensazione diretta che l’esistenza di questa è una ombra fallace.

Émile Pouget

Il sabotaggio

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Il sabotaggio come tutte le forme di rivolta e di lotta è vecchio quanto lo sfuttamento umano. Da quando un uomo ha avuto la criminale ingegnosità di trarre profitto dal lavoro di un suo simile, da quel giorno lo sfruttato ha cercato d’istinto di dare meno di quanto esigesse il suo padrone. Il sabotaggio rappresenta il manuale più completo e immediato di teoria e pratica del sabotaggio quale strumento di lotta dei lavoratori contro lo sfruttamento padronale. Il sabotaggio è uno strumento di difesa volto a colpire il padrone nel profitto, è un’arma di resistenza che permette ai lavoratori, agli sfruttati, di tener testa allo sfruttamento di cui sono vittime, per non esser più alla completa mercè del capitale. Il sabotaggio si fonda su principi generosi ed altruisti: esso è un mezzo di difesa e di protezione contro le angherie e le prepotenze del padrone; esso è l’arma del diseredato che combatte per la sua esistenza e per quella della sua famiglia. Il sabotaggio mira a migliorare le condizioni sociali dei più deboli, a liberarli dallo sfruttamento che li schiaccia e annienta.

Jenny d’Héricourt

La donna emancipata

Risposta a J.Michelet, P.J. Proudhon, É. De Girardin, A. Comte e altri innovatori moderni

Finché l’uomo e la donna non saranno uguali, la donna avrà il diritto di considerare l’uomo come il suo tiranno e il suo nemico. Nel matrimonio, la donna è una serva; Per l’istruzione nazionale, è sacrificata; Per il lavoro, viene sottostimata; Civilmente, è come una minorenne; Politicamente, non esiste; È uguale all’uomo solo quando si tratta di essere punita e pagare le tasse.

John Zerzan

Contro la civiltà

Ecco la civiltà: accettatela e basta. Dal rifiuto collettivo di questa prospettiva nasce Contro la civiltà. Una raccolta di scritti, curata dal filosofo anarchico John Zerzan, che critica radicalmente la società industriale, il progresso e la tecnologia. John Zerzan, attraverso il pensiero di ecologisti, anarchici e attivisti, ci mette di fronte alle contraddizioni della nostra civiltà e del capitalismo industriale, offrendo suggestive visioni di mondi che vanno oltre il dominio e lo sfruttamento.

Gaston Piger

Manuale di insubordinazione

Manuale di insubordinazione raccoglie idee, stilettate, tecniche e pratiche di e sull’insubordinazione rubate ai maestri di questa nobile arte ormai perduta, anzi ferocemente perseguita dal sistema, da La Boétie a Rousseau, da Wilde a De André, utili a convertire il lettore in un perfetto insubordinato contemporaneo. Attenzione però, l’insubordinato non è né un violento né tantomeno un criminale, ma semplicemente un individuo di qualsiasi sesso che vuole essere libero, ribellandosi a ordini e imposizioni, e che crede che tutta la dignità degli esseri umani sia custodita in questa libertà – che non è libertà di possedere, ovvero la libertà liberista promotrice di sfruttamento e disuguaglianza, ma libertà di essere al di là del nostro posizionamento sul mercato del lavoro, cioè l’Inferno –, una libertà messa costantemente in discussione dalle infingarde smanie di dominio dei bipedi implumi.

Leonid Andreev

Il Governatore

Così probabilmente doveva avvenire nel buio dei tempi, quando esistevano ancora i profeti, quando meno numerose erano le idee e le parole e quando vigeva la legge terribile che paga la morte con la morte; quando le belve erano amiche degli uomini e il fulmine porgeva loro la sua mano; così in quei tempi lontani la morte raggiungeva il violento in mille modi diversi: l’ape lo pungeva, il bue con le corna aguzze gli lacerava le carni, la pietra aspettava l’ora della sua caduta per sfracellargli la testa, il morbo crudele lo tormentava in presenza di tutte le genti, come lo sciacallo tormenta la sua preda; tutte le frecce, troncando il loro volo, gli trapassavano il cuore e gli accecavano gli occhi abbassati; i fiumi, cambiando il loro corso, gli toglievano la sabbia da sotto i piedi e l’oceano gettava sulla terra le sue enormi onde e col suo ruggito lo cacciava nel deserto. Mille morti, mille tombe!

Ibn al-Marzubān

La superiorità dei cani sugli esseri vestiti

Colpisci pure mille volte con un sasso un cane e mai si scorderà del boccone che una volta gli hai dato. Invece, al giorno d’oggi, rivolgi tutto il tuo affetto a un uomo e quello per un nonnulla ti muove guerra.

Bakunin, Kropotkin, Stirner, Tolstoj, Ferrer

Scuola e Anarchia

La scuola, nella società attuale, non è che l’anticamera della caserma, dove si compirà alla perfezione l’addestramento finalizzato all’asservimento. - La scuola imprigiona i fanciulli fisicamente, intellettualmente e moralmente, per dirigere lo sviluppo delle loro facoltà nel senso voluto; li priva del contatto con la natura per poterli modellare a sua guisa. La preoccupazione dei governi è di dirigere l’educazione dei popoli, in modo che siano frustrate le speranze degli uomini di libertà. Occorre far sì che i fanciulli siano abituati ad obbedire, a credere e a pensare secondo i dogmi sociali che ci reggono. Dato questo, l’istruzione non può essere altro che quello che è. Non si bada ad assecondare lo sviluppo spontaneo delle facoltà del fanciullo, di lasciargli liberamente cercare la soddisfazione dei suoi bisogni fisici, intellettuali e morali; si tratta solo di imporgli delle idee già fatte; si tratta di impedirgli per sempre di pensare altrimenti di come si è voluto per il mantenimento delle istituzioni attuali: si vuole insomma farne un individuo che sia ingranaggio, adatto e sommesso, del meccanismo sociale.

Bob Black

L'abolizione del lavoro

e altri saggi

Nessuno dovrebbe mai lavorare. Il lavoro è la fonte di quasi tutte le miserie del mondo. Lavoratori di tutto il mondo... Relax!

Gaston Piger

Il lavoro è morto

Manifesto fancazzista

Cosa puoi pretendere da una società che ha maledetto il fancazzismo sostituendola con i surrogati, di stampo industriale, di svago, divertimento e tempo libero? Il lavoro è morto. Morto come Dio. E quando il folle di Nietzsche proclamò la morte di Dio nessuno volle crederci, prendendolo per scemo. Ma Dio o, meglio, l’idea di Dio come legittimazione dell’ordine sociale era comunque già morta da un pezzo. Così come lo è il lavoro come legittimazione dell’esistenza, anche se lo rimane del capitalismo. Di lavoro, è evidente, non ce n’è più bisogno. Altrimenti perché aumenterebbe il numero di disoccupati? Perché trovare un lavoro, anche di merda, è diventata un’impresa? Tutto il tempo sprecato per lavorare è sproporzionato rispetto a quello che servirebbe alla società per sostenersi, e poi, a dirla tutta, la tecnologia sarebbe tranquillamente in grado di dispensare gli esseri umani dalla maggior parte del lavoro che svolge. E allora perché siamo ancora schiavi?

Cobol Pongide

Manuale del cosmonauta

Illustrazioni di Andro Malis

Questo manuale scritto dall'Interkosmos nella seconda metà degli anni Settanta è rivolto all'allenamento psicofisico dei cosmonauti riservisti. La lettura del testo propone, al lettore di oggi e non senza sorprese, slanci psicotronici e libertari, spiragli inediti su usanze (ricette alimentari, prossemiche, riflessioni), filosofie del quotidiano, cosmutopie, di quella parte del mondo, in quell'epoca storica, in quella specifica modalità di accesso allo spazio extraatmosferico. *Per coloro che vorranno anche sperimentare in prima persona gli esercizi e le pratiche proposte (ma con dedizione e serietà d'intenti) si spalancherà, forse, la via anticapitalista per il cosmo.

Stefano Serri

Bradipismi

Dieci racconti lenti

Forse, è il prezzo della libertà, estinguersi. Forse sono anarchico, forse sono soltanto libero. Libero come un bradipo, bradipo come un bradipo. Questi dieci racconti, manifesti di una rivoluzione lenta, sono inviti e occasioni: inviti a ripensare il nostro agire e le nostre relazioni, occasioni per decidere, adesso, che ritmo dare alla nostra esistenza.

Max Stirner

L'Unico

e la sua proprietà

PROSSIMAMENMTE IN LIBRERIA - Io mi considero unico. Ogni essere superiore a me stesso, sia Dio o l’uomo, indebolisce il sentimento della mia unicità e impallidisce appena risplende il sole di questa mia consapevolezza. Se io fondo la mia causa su di me, l’unico, essa poggia sull’effimero, mortale creatore di sé che se stesso consuma, e io posso dire: Io ho riposto la mia causa nel nulla.

Troglodita Tribe

La fattoria infelice

Animali e contadini

La fattoria, come luogo poetico in cui gli animali vivono felici donando i loro prodotti a noi umani, non esiste e non è mai esistita. è un inganno atto a manipolare il nostro immaginario per rendere accettabile lo sfruttamento, il dominio, la violenza e la segregazione a cui sono sottoposti tutti gli animali da reddito.

Giulia Heliaha Di Loreto

Animalità tradita

Le radici dello specismo

Quali sono le radici del nostro rapporto con le altre specie animali? Cosa si è conservato e cosa è stato perduto nel corso del tempo, fino ad arrivare ad oggi? Addentrarsi nella storia, analizzando pensieri, simboli e pratiche, ci permette di ripensare e risignificare il presente.

Raoul Vaneigem

Il libro dei piaceri

La mia felicità non si nutre di virtù, soprattutto non di virtù rivoluzionarie. Prendo il mio piacere in quel che vive. Chi rinuncia ai propri desideri muore del veleno delle verità morte. - La buona terra sa vedere in ogni cosa, in ogni evento, in ogni uomo un seme, una pioggia, un raggio di sole benvenuti. Si arricchisce di quello che prende, quanto ne è prodiga. - Non faccio appello allo sforzo, invoco il lasciar andare. Sebbene le vie del godimento restino clandestine sotto la tirannia del rapporto mercantile, è lì, però, che il suolo si rammollisce, che i potenti edifici dello Stato, del profitto, del potere gerarchico, fonti di tanti terrori e di tanti scontri destinati al fallimento, affondano e s’incrinano. Come la giungla che invade le città di cemento, la ricerca dei piaceri senza limiti verrà a capo di ciò che, a ragione, non sono riusciti a scuotere gli eroici assalti del proletariato.

Christian Stannow

Träbild

Sussurri da Gotland

Tjälvar era il nome di colui che per primo scoprì Gotland, un’isola ancora fatata, che di giorno sprofondava mentre la notte riemergeva. Un intagliatore francese, in viaggio verso Uppsala, finisce sull’isola a seguito di un naufragio, e lì va incontro a una serie di esperienze bizzarre. Ma dopo un po’ comincia a star bene in quel luogo singolare, dominato da un incanto naturale contrastante con l’asprezza di tante sue storie, fino a trovarvi l’amore.

Ettore Puglisi

Pieni di grazia

Storie di droga e sogni al tempo dell’AIDS

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Il racconto di 30 anni che vanno dagli anni ’70 al 2000 narrati dall’esperienza di un ragazzo di provincia che ne vive in prima persona prima l’entusiasmo degli anni ’70 e del “movimento studentesco”, simboleggiato da parole d’ordine quali “l’immaginazione al potere”, “riprendiamoci la cultura”, “la felicità, subito!”, in cui si parlava di sé e del mondo che si desiderava; poi la disillusione, con la trasformazione sociale in senso repressivo che cancella ogni attività dei circoli giovanili, che porterà molti ragazzi dell’epoca a cedere al vizio dell’eroina; infine l’incubo dell’AIDS e la lotta per “restare umano”. Il protagonista ne uscirà in qualche modo “vincente” sul piano personale, ma per sempre trafitto dalla nostalgia dei tanti amici lasciati lungo la strada. Volti e personalità Pieni di grazia.

Agustín García Calvo

37 Addi al mondo

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Una raccolta di 37 articoli in cui García Calvo porta avanti la sua lotta contro la Realtà; in cui svela tutti i tormenti e gli inganni che siamo costretti a subire ogni giorno e che ci vengono imposti costantemente; ma che è anche un commiato perfetto da questo mondo, da questo folle imbroglio in cui anche l’autore si è trovato a vivere: da voi, psicoterapeuti, guardiani di anime sviate, servi dell’Ordine, mi congederò con un sospiro di infinito sollievo, di riposo dall’odio impotente che via via cresce in me di fronte alla vostra ciancia ingannatrice. 37 articoli brevi che costituiscono una denuncia contro la Realtà che ci circonda, che svelano le grandi menzogne del mondo per metterci in guardia e mantenerci svegli: i Social Media, il Futuro, il Potere, il Turismo, il Denaro, i Virus e tante altre falsità.

Félix Fénéon

Felicità refrattarie

Scritti scelti

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Una raccolta dei principali scritti artistici e critici di Fénéon. Dai racconti in stile espressionista, ai sintetici resoconti di cronaca dai modi cubisti, alle note su Moréas e gli impressionisti, i testi presentati offrono una panoramica esaustiva degli interventi, nello stile graffiante ma prezioso che lo contraddistinse, di uno dei protagonisti del periodo della grande sperimentazione artistica e letteraria parigina. È tutto un mondo d’innovazione letteraria che traspare in sottofondo, riecheggiando i raffinati modi simbolisti, l’energia voltaica del fantasismo e della poesia successiva a Rimbaud. Una vita fuori e contro le convezioni borghesi è il costante messaggio delle opere qui presentate, dove l’impegno anarchico di Fénéon ritorna sempre come basso continuo delle sue pagine.

Ralph Waldo Emerson

Leggi spirituali

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Per raggiungere la vera libertà e l’elevazione dell’uomo bisogna credere in se stessi, nel singolo individuo. - Credi, abbi fiducia in te! Non conformarti a nessuno! Spregia l’opinione degli uomini! Aspira a poter vivere spontaneamente, simile all’erba che spunta e agli alberi che crescono. «Siate, e non sembrate», ecco l’ammonimento della natura, che sempre opera per vie brevi. Quando il frutto è maturo, esso cade. Quando il frutto è caduto, cade la foglia. L’uomo non potrà esser felice finché non vivrà secondo natura, nel presente al di fuori del tempo. Un uomo puro non appartiene a nessun tempo o luogo, ma è lui stesso il centro delle cose. Dove egli è, è la natura, il cui scopo è il beneficio, ma per ogni beneficio che si riceve è imposta una perdita che opera dei cambiamenti nella vita di ciascuno.

Francesco Cecchini

Karl Marx

Un tedesco ad Algeri

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Karl Marx, un tedesco ad Algeri racconta il soggiorno di 3 mesi ad Algeri di Karl Marx nel 1882, ad un anno dalla morte. Le ragioni che condussero Marx in Africa non furono politiche, ma di salute. Furono i medici a consigliarlo per curare una broncopolmonite diventata cronica. Dopo aver dimorato alcuni giorni in un albergo, si trasferì in una pensione sulle colline, situata in una posizione perfetta, con vista sul porto da un lato e con le montagne della Cabilia come orizzonte dall’altro. Visitò la città, la Casbah, l’orto botanico e altri luoghi. Incontrò vecchi conoscenti come il giudice Albert Fermé, un giudice di pace giunto ad Algeri nel 1870, dopo un periodo di prigionia dovuto alla sua opposizione al Secondo Impero francese. Gli fece da guida nelle escursioni e rispose alle sue curiosità sul nuovo mondo che lo circondava. Fu preso in cura dal dottor Stephanne ed ebbe un rapporto di affetto con una giovane, Vera. Queste tre figure lo accompagnarono con affetto per tutto il suo soggiorno fino alla sua partenza.

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